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Territorio | 10 settembre 2019, 12:41

I piccoli Comuni lombardi si difendono dal dissesto idrogeologico: presentati già 292 progetti

Boom di domande in una sola settimana per il bando regionale che finanzia interventi a supporto degli enti locali nella gestione della difesa del suolo.

Un'immagine della recente frana in Valfurva, alta Valtellina.

Un'immagine della recente frana in Valfurva, alta Valtellina.

Il bando regionale che stanzia 10 milioni di euro per finanziare interventi a supporto degli enti locali nella gestione del rischio idraulico e geologico, disponibile dal 2 settembre, in una sola settimana, ha fatto registrare un boom di domande.

«Ad oggi - ha commentato l'assessore regionale lombardo agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni Massimo Sertori - sono oltre 292 le istanze preannunciate, di cui più di 82 già formalizzate nella piattaforma 'Bandi online'. L'elevata richiesta di contributi attesta l'importanza di questa misura, pensata per la messa in sicurezza del reticolo idrico minore ed il ripristino di situazioni potenzialmente pericolose di dissesto idrogeologico nei Comuni lombardi».

«La massiccia partecipazione - ha continuato Sertori - dimostra inoltre la grande sensibilità dei nostri amministratori al tema della manutenzione del territorio conseguente ai danni causati da fenomeni naturali, attraverso progetti locali mirati a risolvere problematiche importanti, ma anche a interventi di prevenzione e mitigazione del rischio che possano scongiurare danni a cose e persone».

Possono presentare la domanda i Comuni aventi popolazione fino a 15.000 abitanti, risultante dall'ultimo dato ufficiale disponibile dell'Istituto nazionale di statistica (Istat). In particolare, i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti potranno ottenere un contributo sino al 90% della spesa ammissibile, mentre per i Comuni con popolazione compresa tra i 5 mila e i 15 mila abitanti il contributo potrà giungere sino al 50%.

Saranno ammissibili al finanziamento interventi o opere relative a: regimazione idraulica del reticolo idrico minore di competenza comunale; sistemazione di dissesti idrogeologici, anche su versanti, che generino o abbiano generato rischio per la popolazione e/o danno per le infrastrutture di competenza comunale (strade, acquedotti, fognature). Saranno inoltre ammissibili le spese direttamente imputabili alla realizzazione dell'intervento: progettazione, relazioni specialistiche, spese tecniche, indagini geognostiche, contributi Anac (Autorità nazionale Anticorruzione), spese di aggiudicazione; acquisizione aree o costituzione di servitù; acquisto di beni e attrezzature strettamente connessi alla realizzazione degli interventi. (es. sistemi di allerta, di monitoraggio e/o di misura).

Il termine ultimo per la presentazione delle domande scade il 24 settembre 2019 alle ore 16.00. «Si tratta - ha concluso Sertori - di un aiuto fattivo e importante che spero possa soddisfare più domande possibili e dare una boccata d'ossigeno ai Comuni di piccola dimensione, spesso esclusi dalle graduatorie delle grandi opere». 

Redazione

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