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Economia | 07 settembre 2019, 15:25

VIDEO INTERVISTA. Il varesino Antonio Tomassini al Forum Ambrosetti: «Facciamo valere il nome dell'Italia»

L'ex senatore di Forza Italia a Cernobbio: «Ho apprezzato il mio ex avversario Prodi perché ha evocato stagioni in cui il nostro Paese era grande. In Europa dobbiamo cambiare le regole facendo valere il nome del nostro Paese»

VIDEO INTERVISTA. Il varesino Antonio Tomassini al Forum Ambrosetti: «Facciamo valere il nome dell'Italia»

Antonio Tomassini non perde un Forum Ambrosetti da nove anni. L’ha seguito, ha visto cambiare personaggi, sfide, non l’importanza dell’evento organizzato da The European House of Ambrosetti.

Questa volta si è trovato però con una sorpresa, su se stesso e un vecchio avversario: ha applaudito a Villa d’Este Romano Prodi. E poi con una missione: ha atteso l’arrivo di Hillary Clinton per scattare una foto con lei. Per completare l’album perché lui, uno scatto con Bill lo conserva da tempo, negli Stati Uniti, quando Tomassini guidò la delegazione italiana impegnata nella prevenzione e nella lotta contro il diabete. «Ecco perché - spiega sorridendo – adesso devo proprio fare una foto con sua moglie».

Poi confida appunto una sorpresa: «In questo Forum ho apprezzato Prodi, che era stato mio avversario. Ha avuto il mio applauso perché è stato capace di tracciare un quadro sintetico delle scelte che dobbiamo fare. Evocando stagioni in cui l’Italia era grande, i galeoni, le caravelle… Dobbiamo tornare a fare grandi progetti, perché non è tornando a ideare quelli piccoli che possiamo fare questa battaglia».

E il pensiero torna a Prodi: «Al mio primo mandato elettorale (come senatore di Forza Italia, ndr) lo trovavo spento e poco colloquiale, ho fatto anche lotte importanti contro di lui. Ora l’ho visto energico».

Il tempo passa in fretta all’Ambrosetti, anche i temi e i personaggi: «Abbiamo ascoltato Geert Wilders, che gli altri anni offriva stimoli importanti dei valori nazionali, e oggi suona anacronistico». Perché è il tema Europa che conta, con il posto dell’Italia: «Bisogna cambiare per combattere nel mondo. E non lasciar passare alcuni cavalli di Troia, che favoriscono le grandi potenze e scassano Europa e Italia. Le potenze esterne rischiano di distruggerci, in particolare quelle mediatiche: le grandi piattaforme che diventano padrone del mondo e possono cambiare le nostre opinioni in maniera subdola».

Tomassini ribadisce l’importanza dell’Ambrosetti: «Offre una fotografia nitida dello scenario mondiale ed europeo per almeno un anno. Dovrebbero venirci tutti quelli che prendono decisioni». Sul lago di Como «e quindi nella nostra zona, siamo vicini, non posso dimenticare quand’ero primario di un ospedale a cavallo tra le due province».

La prima giornata ha riservato un inizio di prospettive cupe dal punto di vista economico, poi ha portato la luce dell’innovazione nelle imprese. «Ma devo dire – osserva il varesino – che ho sentito la fiducia, perché viste le notizie pensavo di trovare una platea depressa, invece era agguerrita e determinata. E gli oratori di sabato, con la riflessione sull’Europa, ci hanno ribadito che bisogna cambiare registro. Servono regole europee e bisogna cambiare facendo valere il nome dell’Italia».

Marilena Lualdi

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