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Storie | 18 agosto 2019, 20:00

Gabriele Alzati, dalla leucemia al titolo di Campione del Mondo con la Nazionale Italiana trapiantati e dializzati

Il sumiraghese classe ’98 è a Newcastle dove, con la squadra di pallavolo dell’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianti, ha trascinato l'Italia al titolo, dimostrando che «anche nella malattia si può trovare qualcosa di buono». E da mercoledì sul parquet ci sarà la squadra di basket del malnatese Stefano Volpe

Gabriele Alzati (a destra) con la divisa azzurra a Newcastle con il compagno di squadra Michele Quarantino

Gabriele Alzati (a destra) con la divisa azzurra a Newcastle con il compagno di squadra Michele Quarantino

C’è un varesino che si è laureato campione del mondo tra gli atleti che stanno partecipando ai Giochi Estivi per Dializzati e Trapiantati (World Transplant Games), i Mondiali a cui partecipano persone sottoposte a trapianto. Gabriele Alzati, 21 anni a settembre, sumiraghese, fa parte della squadra azzurra che a Newcastle, città ospitante di questa edizione, ha trionfato oggi, domenica 18 agosto, nella pallavolo. 

Gabriele non è il solo rappresentante del nostro territorio in maglia azzurra a Newcastle: nella squadra di pallacanestro gioca il malnatese Stefano Volpe (nella foto qui sotto), 49 anni, che è un veterano della manifestazione (due anni fa a Malaga ha vinto la medaglia di bronzo) e che da mercoledì sarà sul parquet insieme ai compagni. 

I GIOCHI ESTIVI PER DIALIZZATI E TRAPIANTATI

Organizzati dalla World Transplant Games Federation, i Giochi del Trapianto sono andati in scena per la prima volta a Portsmouth, in Inghilterra, nel 1978, con 99 partecipanti da Regno Unito, Francia, Germania, Grecia e Stati Uniti. 

Oggi i paesi membri sono circa 70, gli atleti in gara più di 1500 e chiunque abbia subìto un trapianto può partecipare, senza limiti di età; l’unica “condizione” è riuscire a qualificarsi. Le discipline delle olimpiadi estive sono tiro con l’arco, atletica, badminton, basket, ciclismo, freccette, calcio, golf, pallavolo, bocce, squash, nuoto, ping-pong, bowling, tennis.

L’obiettivo è l’aspetto più importante e sul sito ufficiale è spiegato così: «Il nostro scopo è dimostrare visivamente i benefici di un trapianto di organi di successo, lavorare per aumentare la consapevolezza pubblica del suo successo e quindi aumentare i tassi di donazione di organi, nonché promuovere la completa riabilitazione e il benessere dei nostri partecipanti. Abbiamo avuto successo? Sì! Nei paesi che hanno ospitato i Giochi abbiamo raggiunto un aumento del 30% o superiore rispetto alle percentuali di donazione di organi».

GLI AZZURRI

A guidare e formare le spedizioni italiane è la onlus Aned - Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianti, che promuove lo sport «come potente mezzo di riscatto dalla malattia e di testimonianza attiva della voglia di vita e salute di dializzati e trapiantati». 

La sezione sportiva della onlus - Aned Sport - organizza ogni anno eventi nazionali e partecipa, appunto, ai Giochi del Trapianto estivi e invernali, condividendone l’obiettivo, ovvero promuovere «la donazione degli organi e sensibilizzare l’opinione pubblica». 

CAMPIONI DEL MONDO!

Gabriele compirà 21 anni a settembre e vive a Sumirago con la sua famiglia: papà Andrea e mamma Roberta, i fratelli Filippo (18 anni) e Tommaso (9). 

Due anni fa, durante il periodo della maturità, Gabriele avverte qualcosa di strano: lui, atleta (serie C di pallavolo) sempre pieno di energie si sente spossato, stanco, scarico. Il 2 luglio 2017 scopre il perché: gli viene diagnosticata una forma di leucemia molto aggressiva, la leucemia linfoblastica

Ricoverato al San Raffaele di Milano e messo immediatamente in lista per un trapianto, inizia così un percorso lungo e difficile, che affronta a testa alta, con coraggio e grande forza. Quattro mesi tra chemioterapia e ricoveri, poi il giorno fatidico: è il 16 novembre, è il momento del trapianto di midollo osseo, che arriva da una donatrice americana. 

Il post-trapianto non è stato e non è semplice. Le dimissioni definitive - dopo anche una crisi di rigetto - arrivano a marzo del 2018; ancora oggi è necessario per Gabriele tenere la situazione sotto controllo con esami e day hospital. Ma Gabriele ha vinto la sua partita, è guarito. Ed è tornato a giocare a pallavolo: lo ha fatto in particolare a Newcastle con la Nazionale Azzurra Trapiantati e, quando tornerà dall'Inghilterra, ci racconterà la sua vita e la sua avventura. Intanto la notizia è che Gabriele e compagni hanno vinto il titolo di Campioni del Mondo, battendo in finale 2-0 (25-20, 25-22) l'Olanda, campione uscente. 

Una gioia ulteriore per mamma Roberta e papà Andrea: «Sì, perché lui è felice e sta bene. La pallavolo è sempre stata la sua vita: giocava all’Insubria Volley Mornago, poi durante la malattia ha studiato per diventare arbitro regionale. Ora questa bellissima esperienza con una realtà che promuove eventi benefici per sensibilizzare alla donazione di organi e tessuti: anche nella malattia si può trovare qualcosa di buono ed è quello che fanno. E che fa il nostro Gabriele».

Gabriele Gigi Galassi

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