Fontana a canestro | 08 agosto 2019, 11:20

La rubrica di Attilio Fontana: «Varese mi piace perché nasce dalla regia di Caja e Mayo. L'amore di questa terra per il basket merita più investitori»

Il presidente della Lombardia inizia la collaborazione con VareseNoi da appassionato di basket e tifoso della Pallacanestro Varese. Un appuntamento che si rinnoverà durante tutta la stagione. «Più forti da fuori, più leggerini sotto ma conterà la chimica. Spero di emozionarmi. Se qualcuno deve vincere... che non siano Milano, Bologna e Cantù»

Attilio Fontana alza la palla a due: la stagione di Varese può cominciare

Attilio Fontana alza la palla a due: la stagione di Varese può cominciare

Buon viaggio, Pallacanestro Varese.

Stasera l'abbraccio della gente alla squadra dimostrerà, se ce ne fosse ancora bisogno, l'esistenza di un amore assoluto tra Varese e la pallacanestro. L'identificazione città-basket è così radicata, indissolubile e commovente al di là dei risultati, delle mode e dei giocatori che vanno e vengono da lasciarmi una perplessità, che esprimo proprio oggi perché sia di buon auspicio: questo matrimonio di un territorio con la propria bandiera meriterebbe un sostegno economico più importante oltre a quello meritorio di chi già c'è.

Varese è il basket, Varese non può esistere senza basket, Varese meriterebbe una squadra più forte e l'ha dimostrato in mille occasioni: la mia speranza è che qualcuno, qui o in tutto il mondo dove questi colori sono leggenda, lo capisca e arrivi a sostenere un connubio che nel mondo dello sport ha pochi eguali.

Il mio augurio per la prossima stagione è ovviamente che perdano Milano, Bologna e Cantù... a parte gli scherzi, se qualcuno che non si chiama Varese dovrà vincere mi auguro che a farlo sia ancora la Venezia del mio amico Brugnaro.   

All'Openjobmetis auguro di riuscire a trasmettere le stesse emozioni forti che è stata capace di sprigionare soprattutto nella prima parte della scorsa stagione e poi in tante occasioni: sono questo feeling e questa scintilla tra pubblico e squadra, che a volte a Masnago ci fanno sembrare irraggiungibili anche per squadroni che spendono molto di più ma che regolarmente qui cadono o rischiano grosso, a dover essere difesi, rilanciati e cavalcati.

La squadra mi sembra sia stata costruita andando incontro alle esigenze e al metodo di gioco dell'allenatore: sono stati scelti soltanto giocatori compatibili con il sistema Caja, vedremo se nasceranno chimica e alchimia tra i sette nuovi. Forse ci vorrà tempo ma la direzione presa, con le risorse a disposizione, è stata giusta. 

Guardando la carta mi sembra che Varese sia più forte da fuori anche se un po' leggerina sotto canestro. Dovremo anche ritrovare da qualche parte del roster, o dall'insieme, l'istinto e la trance esplosiva garantiti da Avramovic ma io ho una speranza: la mancanza di leadership in regia che ci è costata alcune sanguinose sconfitte come quelle con Avellino e Brindisi potremmo averla trovata con Josh Mayo. A Varese serve un comandante e lui può esserlo.

Vengo dal basket della Palestra dei Pompieri e della Ignis e credo che certe cose siano vere anche oggi: una squadra nasce dal play e dal pivot ma, per me, un po' più dal primo che dal secondo. Senza Aldino Ossola tutti i grandi giocatori di cui ci siamo innamorati, anche i più divini come Morse, non sarebbero stati così divini. La squadra nasce lì, in regia, e questa Varese mi sembra che cominci proprio così, dalla regia di Caja e Mayo.

Forza Varese.   


Attilio Fontana


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Attilio Fontana

Varesino, avvocato e governatore della Regione Lombardia, già sindaco di Varese dal 2006 al 2016 ma soprattutto grande appassionato di basket, in gioventù ha giocato per la Stramroller schiacciasassi, nella palestra di Bizzozero. Ruolo guardia, caratteristica guerriero, specialità contropiede.

Tifoso della Pallacanestro Varese da sempre, segue le partite in mezzo alla gente dietro la panchina di Attilio Caja.

Le prime sfide che ha visto sono quelle alla Palestra dei Pompieri di via XXV Aprile. Cresciuto con il mito della Ignis, il suo idolo è Bob Morse. Il suo sogno è l'undicesimo scudetto di Varese.

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