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Sport | 07 agosto 2019, 19:10

Basket, torna Varese. «Voto al mercato? Dal 6 al 7. Intriga il play, scommessa lunghi, sicurezza Caja»

Alle 18 di giovedì primo allenamento al palazzetto con l'abbraccio dei tifosi. Intervista al giornalista Fabio Gandini: «L'obiettivo finale? Dipende da Peak e Simmons. Primo: morire sempre sul campo. Secondo: lasciarsene due alle spalle. Sorpresa? La Fortitudo»

Basket, torna Varese. «Voto al mercato? Dal 6 al 7. Intriga il play, scommessa lunghi, sicurezza Caja»

Domani si rinnova il rito del raduno per la Pallacanestro Varese: al palazzetto alle ore 17, come sempre, i tifosi abbracceranno la loro bandiera. Un abbraccio gratuito e disinteressato perché non tiene conto di passato, presente e futuro, oppure dei giocatori che c'erano o di quelli che ci sono, ma è mosso solo dell'amore, dalle radici, dalla tradizione. Un amore che è leggenda. Abbiamo chiesto al giornalista e grande amico del Trust - come noi - Fabio Gandini, uno dei pochi che ritiene un onore scrivere di Pallacanestro Varese (e questo la gente lo percepisce), di rispondere a qualche domanda secca su quello che ci aspetta, e che ci si aspetta, da Varese.  

Fabio, che voto dai al mercato?
Al netto del fatto che la coperta è corta, e che si debba rischiare da qualche parte e in questo caso su chi chi ha i centimetri, è stato fatto un ottimo mercato sugli esterni. Finché non vedrò all'opera i nuovi nel sistema di Caja, avrò delle perplessità sulla questione lunghi: sono nuovi e sono piccoli ma la cura Attilio può farli grandi. Voto tra il 6 il 7. 

Cosa ti intriga di più?
Josh Mayo perché i grandi play, penso a Maynor, con Caja rendono. Attilio ha bisogno di fidarsi dei grandi giocatori: ricordo il rapporto con Maynor, anche se poi divise la tifoseria: gente che lo amava come il sottoscritto e gente che diceva che giocava in ciabatte.

Se ti dico Cain tu mi dici…
...che mi spiace perdere un giocatore del genere. Simmons è una buona scommessa da fare per sostituirlo. Questa squadra con Cain avrebbe avuto più sicurezza ma il discorso non ha molto senso perché delle scommesse, con il budget a disposizioni, sei costretto a farle.

La cosa di cui sono più sicuro. 
Caja, assieme agli italiani, è il punto di contatto con il passato e assieme alla società è stato investito del ruolo di costruttore. Non tutti, o pochi, ne hanno uno.

E se quest'anno si scoprisse che bisogna lottare fino all’ultima giornata per salvarsi?
Non ci si dovrebbe affatto stupire di scoprirlo perché le reali dimensioni di Varese sono, o sarebbero, queste.
Rischio concreto, possibile e da accettare anche se non è mai facile farlo.
Essere realisti è la nostra forza, e vedrete che prima o poi anche Caja dirà che ce ne dobbiamo mettere due dietro all'ultima giornata: non è solo scaramanzia ma onestà. Se arrivassero 500mila euro in più per fare il mercato sarebbe uno scandalo parlare di salvezza, ma adesso no.

Tante società hanno speso molto di più rispetto a un anno fa.
Le tre neo promosse non hanno disdegnato un buon mercato: due o tre elementi di ottimo livello Roma se li è presi, se arriva Aradori la Fortitudo è da playoff, Treviso non è banale. E poi la Virtus si è rinforzata alla grande, Venezia e Milano sono top: il livello si è alzato nella zona intermedia, non sarà facile arrivare tra le prime otto.

Il giocatore attorno a cui può ruotare la stagione di Varese.
Sai cosa ti può dare Vene, sai cosa ti può dare Mayo, ti aspetti qualcosa da Clark perché ha un passato non poi così banale. Poi ci sono le due incognite, Peak in guardia e Simmons pivot: da loro può svoltare la stagione.

Il pubblico paga, crede, tifa: tu se fossi un dirigente che promessa faresti?
La stessa degli ultimi due anni: moriremo sul campo prima di perdere. Varese non può garantire spettacolo e vittorie a prova di bomba ma una cosa può prometterla: chi uscirà dal palazzetto saprà sempre che la squadra ci avrà provato. Questo è successo negli ultimi due anni e continuerà ad accadere. A nessuno è stato imputato, e potrà mai essere imputato, di essere lavativo, svogliato, assente: questa è la colla.

Una preoccupazione, se ce l’hai, qual è?
Semplicemente il confronto con le altre squadre: uno può dare un giudizio positivo sul mercato ma questo parere poi si misura dal confronto con gli altri. Tu puoi aver costruito qualcosa di buono ma magari gli altri lo hanno fatto meglio.

Il campionato lo ha stravinto Milano, come sempre...
Mah: stavolta dovrà arrivare "per forza" ai playoff di Eurolega. Qualcosa in Italia lo può perdere, perfino con Messina.

Una sorpresa. 
La Virtus non sarebbe una sorpresa. Dico la Fortitudo, facendo magari arrabbiare qualcuno. Stare alla Fortitudo è quasi più identificante del rapporto tra Varese e i suoi tifosi: questo, nell'anno del ritorno in serie A, può portarla più in alto di ciò che pensa o che vale.

Per Pozzecco a Sassari c’è un rischio boomerang?
C’è anche se non glielo auguro. L’anno scorso non ha fatto bene: ha dominato. Quando hai fatto una cosa che non era ancora riuscita a nessuno, è un'impresa fare meglio. Se riuscisse a ottenere risultati simili a quelli dell’anno scorso, avremmo sdoganato un allenatore di vertice.

Andrea Conti da direttore come si è comportato?
Ha trovato un buon feeling con Caja e Bulgheroni. La realtà e le questioni tecniche qui sono un parto di tre persone che mettono da parte le normali divergenze per giocare insieme: Andrea lo ha fatto. 

La scintilla di Avramovic che incendiava gli spalti stavolta chi la dà?
Dobbiamo trovarla. Giancarlo è la sicurezza dei tuoi valori e di qualcosa che continua. Accende la gente ma avrà meno spazio per farlo. Il giocatore alla Avramovic è una delle scoperte da fare quest’anno.

L’inizio è tosto (Sassari e le due Bologna nelle prime quattro giornate): occasione o pericolo?
Io preferisco un calendario in discesa verso la fine della stagione a un inizio morbido perché non sapendo per cosa lotterai in primavera, meglio avere sfide alla tua portata nel momento decisivo. 

C’è più mistero, e quindi anche attesa, in questa Varese che quella dell’anno scorso.
Qualcuno può risponderti: "Preferivo la sicurezza di tante conferme". Ma scoprire è bello. E poi la continuità a Varese c’è, è fortissima e sappiamo tutti bene dove è.

Toto Bulgheroni ha detto che Varese è da playoff: perché? 
Toto non ha bisogno di parlare per creare aspettativa nei tifosi, penso che la sua sia soltanto l’opinione di chi ne capisce tanto di basket. Anzi, di chi ne capisce più di tutti in città, e non solo. Speriamo che abbia ragione. Sapere che lui si sbilancia, sto un pelino più tranquillo.

Andrea Confalonieri

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