/ Cronaca

Che tempo fa

Cerca nel web

Cronaca | 17 luglio 2019, 15:36

Anziani e facoltosi varesini nel mirino: la Gdf segnala 13 persone e salva 17 milioni di euro

Depositi bancari, terreni e altri beni immobili messi al sicuro dalle Fiamme Gialle: il reato è circonvenzione d'incapace

Anziani e facoltosi varesini nel mirino: la Gdf segnala 13 persone e salva 17 milioni di euro

Maxi operazione della Guardia di Finanza di Varese che, dopo 6 mesi di indagini, segnala alla magistratura 13 persone: il reato è circonvenzione di incapace. Le fiamme gialle hanno messo al sicuro più di 17 milioni di euro tra beni immobili e disponibilità di due anziani soli e benestanti del centro di Varese.

Le indagini sono partite in seguito alla segnalazione del direttore di un istituto bancario di Varese che ha notato dei movimenti sospetti di denaro di una correntista, evidenziando presunti comportamenti scorretti da parte di un funzionario e di un promotore finanziario della banca, in conflitto di interessi con le loro mansioni. 

Le attività istruttorie connesse al procedimento penale hanno permesso di ampliare il novero dei presunti autori dei reati circonvenzionali, inducendo la magistratura inquirente ad iscrivere nel registro degli indagati, oltre ai due infedeli dipendenti dell’istituto bancario - aggiunge la Finanza nella nota - anche altri 8 soggetti, tra cui un rinomato professionista, avendo fatto intestare dalla circonvenuta alla figlia minorenne una polizza assicurativa ramo vita del valore di circa 100.000 euro.

Al termine delle indagini emergeva un quadro sconcertante - come specificano le Fiamme Gialle - volto alla spartizione tra gli indagati di una parte del patrimonio della parte offesa, costituito da 6 terreni, 18 unità immobiliari, depositi bancari per oltre 2,3 milioni di euro e depositi titoli per oltre 4 milioni di euro, sia grazie alla variazione degli intestatari di 8 polizze assicurative ramo vita del valore di oltre 5,5 milioni di euro, sia a fronte della variazione delle volontà testamentarie, garantendosi la possibilità su molti immobili di pregio di diventare a tutti gli effetti gli eredi legittimi.

Secondo la ricostruzione, tutto ciò era possibile grazie ad una attenta opera di persuasione volta a consolidare apparenti rapporti di amicizia e a rivolgere continue lusinghe all’anziana signora, priva di un contesto familiare di riferimento e senza alcun parente sino al quarto grado in linea collaterale, tanto da indurla, di fronte al giudice tutelare, nell’imminenza della decisione se attribuire alla parte un amministratore di sostegno (il cui compito è quello di assistere e tutelare gli interessi di chi non è in grado) a dimostrarsi pienamente consapevole delle proprie volontà. 

L’anziana signora non veniva vista come una persona bisognosa di assistenza ed aiuto, ma come un “investimento”, arrivando perfino a dissuaderla, per non sperperare il suo patrimonio, dal donare ingenti somme per lo sviluppo di opere caritatevoli di istituzione religiosa

Dopo aver sequestrato a fini cautelativi le 8 polizze assicurative, il Giudice Tutelare nominava un amministratore di sostegno, che preservava in toto il patrimonio dell’anziana varesina. All’esito delle indagini, il pubblico ministero richiedeva al G.I.P. il rinvio a giudizio di tutti gli indagati, elencando i relativi capi di imputazione.

Nel secondo caso, invece, sempre secondo le Fiamme Gialle, veniva accertato che una badante e un promotore finanziario, abusando dello stato di infermità e decadimento cognitivo di un anziano ma facoltoso signore, avevano indotto quest’ultimo, all’età di 93 anni, a compiere «atti con effetti giuridici dannosi per se stesso e per gli eredi legittimi».

Anche in tale circostanza, le indagini traevano origine da una segnalazione della nipote, preoccupata che la badante di origine albanese, approfittando del rapporto fiduciario instauratosi con il nonno e delle sue precarie condizioni psicofisiche, era stata delegata ad operare sul conto corrente nonché aveva beneficiato direttamente o per mezzo di suoi parenti, di donazioni di denaro per 780.000 euro.

Colei che si prendeva apparentemente cura dell’anziano signore, prosegue la GdF, pienamente consapevole delle disponibilità del circonvenuto, si dimostrava piuttosto abile nel manipolarlo, motivando le continue richieste di denaro alla necessità di pagare un delicato intervento chirurgico della nipote residente all’estero.

Al termine delle indagini, si procedeva al sequestro, a tutela del circonvenuto, delle rimanenti disponibilità economiche ammontanti a circa 88.000 euro, del testamento olografo, nel quale veniva disposto un lascito di 20.000 euro ad un promotore finanziario connivente con la badante, e a segnalare all'autorità giudiziaria per circonvenzione di incapace, la condotta di tre soggetti. 

La badante inoltre è stata denunciata anche per autoriciclaggio avendo re-immesso in circolazione, al fine di rendere non rintracciabile la provenienza illecita, parte del denaro distolto acquistando un immobile all'estero. 

 

redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore