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Varese | 12 luglio 2019, 18:30

A Villa Baragiola la "Palazzina per le emergenze" ora è realtà: «Si concretizza il sogno di Giuseppe Zamberletti»

Istituzioni, autorità e cittadini per l'intitolazione della "Dacia" a Giuseppe Zamberletti e Salvatore Furia. Lo chalet in legno sarà la sede di un centro per le emergenze della Prociv e un centro documentale e divulgativo dell'attività del Centro Geofisico Prealpino

A Villa Baragiola la "Palazzina per le emergenze" ora è realtà: «Si concretizza il sogno di Giuseppe Zamberletti»

Oggi si concretizza il sogno dell’onorevole Giuseppe Zamberletti, padre fondatore della Protezione Civile. A quasi sei mesi dalla sua scomparsa, si apre un centro nazionale per le emergenze, lo studio e la prevenzione dei rischi naturali, e proprio nella sua città, in una struttura sita in uno dei parchi più belli di Varese: la Dacia di Villa Baragiola

La Dacia di Varese si trasforma così in una “palazzina delle emergenze”, dove trovano posto il Centro geofisico prealpino e, appunto, un centro studi della Protezione civile con regia a livello nazionale. Un centro importante e prestigioso, che è stato dedicato a Giuseppe Zamberletti e Salvatore Furia.

«Più volte, prima della scomparsa dell'onorevole Zamberletti, avevamo parlato di realizzare un centro documentale e per le emergenze proprio in questi spazi – ha detto il sindaco di Varese, Davide Galimberti – Unirlo poi al Centro Geofisico, e farlo in memoria di un’altra importantissima figura come Salvatore Furia, concretizza ancor più il pensiero di Zamberletti. Varese rende quindi il giusto omaggio a due grandi varesini e si accredita ancor più a livello nazionale, grazie ad un progetto all’avanguardia che porterà la nostra città in prima linea nella gestione delle emergenze». 

Correva l’anno 2015 quando venne inaugurato lo chalet in legno, restaurato nell’ambito dell’Accordo di Programma sulla Valorizzazione del Sacro Monte: la destinazione dell’immobile infatti sarebbe dovuta essere quella di Centro di documentazione sui Sacri Monti.

Oggi invece si è firmato un nuovo accordo, un protocollo d’intesa tra il Comune di Varese, la Regione e la Protezione Civile Nazionale che dà ufficialmente avvio a un ampio progetto che trasforma la Dacia in una “palazzina delle emergenze”, dove trovano posto il Centro geofisico Prealpino (che da anni fornisce le previsioni meteorologiche a tutta Lombardia) e un centro studi della Prociv con regia nazionale, con l’obiettivo di portare alla conoscenza di tutti la documentazione relativa all’attività svolta a partire dal  1977 da Zamberletti e l’organizzazione di un convegno nazionale in sua memoria e ricordo. 

«L’accordo siglato oggi – ha detto il capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli – sarebbe stato certamente gradito all’onorevole Zamberletti . Grazie a questa intesa potremo contribuire a diffondere, ancora di più, la cultura di protezione civile nel nostro Paese e lo faremo coinvolgendo i cittadini, studenti, volontari ed enti locali. Faremo sistema insomma, come siamo abituati a fare e come tante volte ci ha chiesto di fare Zamberletti, che sarebbe particolarmente felice anche perché il centro studi documentale, che oggi inizia prendere forma, avrà sede nell’amata Varese, proseguendo un percorso realizzato insieme a Salvatore Furia». 

A ricordare Furia ci ha pensato Vanni Belli, presidente dell’associazione Astronomica G.V. Schiaparelli. «Siamo molto contenti oggi perché erano anni che chiedevamo luoghi più idonei per la nostra attività di studio, ricerca ma soprattutto divulgazione, perché nessuno come Furia, che oggi sono convinto ci sorrida dall’alto, era in grado di costruire ponti di comprensione tra scienza e persone».

A testimoniare la stima e il riconoscimento per le figure di Zamberletti e Furia, all’intitolazione della Dacia si sono riunite oggi le autorità cittadine, le istituzioni, i cittadini  e alla cerimonia del taglio del nastro erano presenti anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti e il Governatore della Lombardia Attilio Fontana

«Giuseppe Zamberletti voleva lasciare un’eredità che avesse a cuore la comunità da cui proveniva e un’eredità politica come la Prociv – ha detto Giorgetti - Un’eredità dinamica e non statica che si incrocia con quella di un altro illustre varesino d’importazione come Salvatore Furia».

«Sono contento di aver inaugurato la Dacia tre anni fa ed essere qui oggi per intitolarla a Furia e Zamberletti - ha detto Fontana - Sono due personalità importanti che lasciano un’eredità di amore per lo studio del territorio e delle stelle». 

Valentina Fumagalli

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