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Economia | 08 luglio 2019, 17:18

Il Censis dà i voti alle università italiane: Liuc seconda, l'Insubria guadagna due posti

Nella classifica 2019/2020 l'Università Cattaneo di Castellanza stabile sul secondo gradino del podio dei piccoli atenei non statali. Balzo in avanti dell'Insubria tra i piccoli atenei statali.

Il Censis dà i voti alle università italiane: Liuc seconda, l'Insubria guadagna due posti

Il Censis dà i voti alle università italiane. Nella classifica 2019/2020 dei piccoli atenei non statali (fino a cinquemila iscritti) la Liuc si conferma con un ottimo secondo posto ed è prima assoluta per quanto riguarda le strutture. L’Insubria, invece, nella graduatoria dei piccoli atenei statali (fino a diecimila iscritti) guadagna due posizioni ed è quinta.

La Liuc – Università Cattaneo mantiene salda la posizione e conferma il suo secondo posto dietro a Bolzano e davanti a Roma Europea e Milano San Raffaele. La fotografia dello stato di salute degli atenei italiani da parte dell’Istituto di ricerche socio economiche riporta, dunque, uno scatto favorevole alla Liuc che, anche in questa edizione, ottiene il punteggio massimo per le strutture offerte agli studenti e migliora notevolmente la propria performance alla voce internazionalizzazione (passando da 94 a 100 punti).

Degni di nota, inoltre, i risultati della didattica LIUC nel confronto tra tutti gli atenei non statali, indipendentemente dalle dimensioni. I corsi di laurea di Economia triennale e magistrale sono secondi soltanto all’Università Bocconi nel punteggio complessivo (che riassume la progressione di carriera, ossia la regolarità negli studi degli iscritti e i rapporti internazionali cioè il numero degli studenti in uscita e delle università ospitanti e gli studenti stranieri iscritti), mentre Ingegneria risulta al primo posto.

Un’ottima crescita anche per l’Università dell’Insubria, che si qualifica quinta tra i piccoli atenei statali italiani nella classifica 2019-2020 elaborata dal Censis, guadagnando due posizioni rispetto allo scorso anno.  Tra i piccoli atenei statali l’Insubria totalizza un punteggio medio di 80,5 e dunque ottiene il quinto posto, con punte più alte in comunicazione e servizi digitali (terzo posto) e servizi agli studenti (quarto posto). In particolare per la comunicazione, emerge che l’Insubria è al primo posto tra tutti gli atenei lombardi.

In questa sezione primeggia come lo scorso anno l’Università di Camerino, con 93 punti, mentre fanalino di coda è l’Università del Molise. Invariati anche il secondo e il terzo posto: l’Università di Foggia con 82,2 e l’Università di Cassino con 82 punti. In quarta posizione, a poca distanza dall’Insubria, l’Università della Basilicata con 81,3 punti.

Per quanto riguarda i corsi di laurea, il Censis propone una classifica generale di tutte le università italiane senza tenere conto delle loro dimensioni. E l’Insubria riporta risultati ottimi per Odontoiatria, che è seconda in Italia su 32 atenei, con uno scarto minimo rispetto a Milano Bicocca, e Giurisprudenza che è in settima posizione su 48.

Nella classifica dei mega atenei statali (oltre 40mila iscritti), Bologna è davanti a Padova, Firenze e La Sapienza di Roma. Settimo posto per Milano, che però primeggia per quanto riguarda i Politecnici e i grandi atenei statali (oltre diecimila iscritti) con la Bocconi davanti alla Cattolica. Nella graduatoria dei grandi atenei statali (20/40mila iscritti) al primo posto troviamo l’Università di Perugia, mentre risulta quarta Pavia ottava Milano Bicocca. Passando agli atenei statali di media dimensioni (10/20mila) domani Trento davanti a Siena e Trieste.

L’analisi del Censis, divenuta ormai un riferimento per gli studenti che si preparano a scegliere il loro futuro, elabora la valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensione) relativamente a: servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, strutture disponibili, comunicazione e servizi digitali, livello di internazionalizzazione.

Redazione

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