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Politica | 06 luglio 2019, 20:49

A Roma la convention "L'Italia in crescita" di Giovanni Toti: «L'Italia è cambiata ma la nostra classe dirigente non se n'è accorta»

Il coordinatore nazionale di Forza Italia ha raccolto sostenitori da tutta Italia e 800 amministratori locali: «Il centrodestra è una macchina elettorale formidabile ma sui muscoli della Lega»

A Roma la convention "L'Italia in crescita" di Giovanni Toti: «L'Italia è cambiata ma la nostra classe dirigente non se n'è accorta»

Un teatro Brancaccio gremito all'inverosimile ha accolto "L'Italia in crescita", la convention politica nazionale di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria ma da pochi giorni anche uno dei coordinatori di Forza Italia, insieme a Mara Carfagna. E proprio alla svolta da dare al partito è stata dedicata la giornata organizzata a Roma, a cui hanno presenziato oltre 1700 sostenitori da tutta Italia, compresi più di 800 amministratori locali.

Una convention snella, moderna, accompagnata dalla musica rock dei Queen, ma anche animata da idee decisamente innovative per l'area politica degli azzurri, a partire dalla richiesta a gran voce di un congresso e delle primarie. Perché il sottotesto dell'intero evento è che l'Italia è cambiata, «e la nostra classe dirigente non se ne è accorta o, peggio, ha fatto finta di non vedere», affonda Toti.

Ai numeri di questo cambiamento è dedicato l'intervento di apertura dello statistico Enzo Risso, di Swg. Poi sul palco si alternano una serie di amministratrici locali rigorosamente al femminile: dalle consigliere comunali Federica De Benedetto di Lecce e Giulia Marchionni di Pesaro all'assessora Marika Padula, per concludere con Cristina Ponzanelli, prima storica sindaca di centrodestra a Sarzana.
Un ulteriore, importante richiamo alla Liguria viene dal videomessaggio del sindaco di Genova Marco Bucci, che si sofferma sulla recente e importante accelerazione data ai lavori di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi.

Poi la ribalta passa al vero protagonista, Giovanni Toti, che analizza in modo lucido ma a tratti anche impietoso la situazione del centrodestra: «Una macchina elettorale formidabile - la definisce - ma sui muscoli della Lega. Questo è un problema, perché i temi del lavoro, delle famiglie e delle imprese hanno sempre meno rappresentanza politica. E non ci siamo noi al governo del Paese, ma un'alleanza che tira fuori il peggio dagli amici della Lega. In dieci anni Forza Italia è passata dal 40 al 6%, e c'è ancora chi dice che poteva anche andare peggio... Se siamo qui oggi è perché ci rendiamo tutti conto che non si può andare avanti così».

 

Fabrizio Corgnati

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