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Territorio | 04 luglio 2019, 09:13

Jago, il cane conteso. Ma ora resterà con il suo nuovo padrone a Jerago

Il cane, trovato vagante e senza microchip, era stato dato in affido ad una famiglia di Jerago, ma i padroni ne avevano rivendicato la proprietà. Una sentenza storica della Corte d’Appello di Milano scrive un precedente importante per tutti questi casi.

Jago, il cane conteso. Ma ora resterà con il suo nuovo padrone a Jerago

La Corte d’Appello di Milano (seconda sezione) sospende la sentenza di primo grado e consente a Monica – assistita dall’avvocato Michele Pezonedi tenere Jago con sé. La Lega del Cane aveva segnalato la storia di Jago e dato il sostegno legale a lui e Monica in questa surreale vicenda legale.

Monica aveva salvato Jago dalla strada 5 anni fa e l’aveva tenuto con sé. Il cane era privo di microchip, per cui, dopo il passaggio al canile di Milano, le era stato dato prima in affido temporaneo e poi in cessione definitiva. Da allora hanno vissuto in simbiosi, creando un legame solido e indissolubile.

Fino al giorno in cui il giudice di primo grado ha dato ragione al presunto precedente proprietario che – nonostante non lo avesse mai dotato di microchip, lo avesse lasciato libero di vagare per strada e non ne avesse regolarmente denunciato lo smarrimento – ne aveva rivendicato la proprietà solo molti mesi dopo che era stato salvato da Monica.

Nell’udienza del 2 luglio, davanti alla Seconda Sezione Civile della Corte d’Appello di Milano, il Presidente del Collegio ha esaminato la richiesta di sospensiva della sentenza di primo grado presentata Monica e le memorie difensive della controparte, e ha deciso di sospendere l’efficacia della sentenza di primo grado. Al tempo stesso, il Presidente del Collegio ha invitato Monica a formulare alla controparte una proposta transattiva per definire la vicenda.

«Sono molto soddisfatto per questo provvedimento - commenta l’avv. Michele Pezone, Legale e Responsabile Diritti Animali LNDC, che assiste Monica - Abbiamo trovato un Magistrato che si è posto il problema della sofferenza cui sarebbe andato incontro il cane se fosse stato strappato alla famiglia nella quale vive stabilmente e felicemente da così tanti anni. Sono attualmente in discussione delle proposte di legge finalizzate a definire un nuovo quadro normativo per l’animale familiare e questa vicenda giudiziaria conferma l’inadeguatezza delle attuali norme che considerano ancora l’animale una res senza tenere conto delle sue esigenze relazionali e affettive».

«Sono contenta che ogni tanto troviamo sulla nostra strada dei magistrati illuminati che pensano al benessere degli animali - afferma Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection - Sono casi rari ma speriamo che siano sempre di più. Purtroppo i nostri amici a 4 zampe sono ancora considerati come degli oggetti da parte del legislatore, ma ci stiamo battendo anche per mettere fine a questa mentalità retrograda e incivile. La cosa importante, ora, è che Jago possa restare con quella che è a tutti gli effetti la sua famiglia».

Redazione

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