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Cronaca | 04 luglio 2019, 18:31

Dipendente infedele scoperta dalla Gdf di Varese: aveva sottratto 800mila euro all'azienda per fare la bella vita

La donna arrestata aveva simulato dei pagamenti ai fornitori della ditta per cui lavorava, intascando il denaro. Poi aveva speso quei soldi per auto, moto, vacanze, cene e per una barca da 10 metri ora sequestrata dalla Finanza.

Dipendente infedele scoperta dalla Gdf di Varese: aveva sottratto 800mila euro all'azienda per fare la bella vita

Dipendente infedele scoperta dalla Guardia di Finanza: attraverso una frode informatica si era impossessata di quasi 800mila euro a danno della società per cui lavorava. Con quei soldi poi si era data alla bella vita. Tra i beni sequestrati dalle Fiamme Gialle, oltre a conti correnti, titoli e denaro contante, figurano anche una barca a vela di dieci metri, un’auto e due moto pagate direttamente a mezzo bonifici bancari provenienti dalla società truffata.

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Varese ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e contestuale sequestro di beni, per un valore di quasi 800.000 euro, disposto dal gip del Tribunale di Milano a carico di una donna, accusata di frode informatica, truffa e riciclaggio, ai danni di una società privata per la quale lavorava. 

L’attività d’indagine – delegata e coordinata dal pm della Procura della Repubblica di Milano, Luigi Furno – prende spunto dai sospetti di anomalie contabili e ammanchi finanziari avanzati dagli amministratori di una società della provincia di Varese nella quale la donna era impiegata con mansioni amministrative. 

I tempestivi riscontri eseguiti dagli uomini delle Fiamme Gialle, frutto di una minuziosa analisi di materiale informatico, di accertamenti bancari e patrimoniali, nonché di escussione di persone informate sui fatti, hanno permesso, in tempi brevi, di portare alla luce l’ingegnoso metodo truffaldino della donna.

Quest’ultima, dopo aver sottratto fraudolentemente al direttore finanziario le password di accesso ai numerosi conti correnti della società, attraverso l’alterazione del software gestionale in uso all’azienda, aveva simulato contabilmente l’esecuzione di pagamenti a fornitori, per circa 800.000 euro in un periodo dal giugno 2018 al febbraio 2019, sostituendo le coordinate bancarie dei legittimi destinatari dei bonifici con quelle riferite alla propria persona, a conviventi (incluso il figlio) o a soggetti terzi presso i quali la stessa ha acquistato beni e servizi.

La donna – con la compiacenza del proprio convivente (ora indagato) che si è prestato nell’occultare le provviste di provenienza illecita attraverso conti correnti allo stesso riconducibili, nonché all’intestazione di beni mobili registrati acquistati con il riciclaggio del denaro – ha infatti successivamente speso le somme sottratte al proprio datore di lavoro, utilizzandole per l’acquisto di beni autovetture e motoveicoli, viaggi esosi e locazioni di immobili in località marittime, numerose e sistematiche operazioni di prelevamento contante nonché cene per diverse migliaia di euro. Delle indagini è stato possibile acquisire elementi circa la reiterazione nel tempo dei reati ascritti all’indagata.

I risultati dell’indagine confermano il quotidiano impegno della Guardia di Finanza non solo nel settore della tutela delle entrate dei bilanci pubblici, ma anche nella salvaguardia della legalità e degli interessi legittimi delle imprese sane che intendono denunciare ogni forma di illecito economico-finanziario ai loro danni.

Redazione

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