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Calcio | 04 luglio 2019, 22:00

Gigi Riva eletto miglior calciatore italiano. Un campione che meriterebbe un gesto dal nostro territorio

Gigi Riva eletto miglior calciatore italiano. Un campione che meriterebbe un gesto dal nostro territorio

Gigi Riva eletto più forte calciatore italiano: dieci prestigiose firme del giornalismo sportivo hanno scelto per il Corriere dello Sport i 50 calciatori italiani più forti dal 1960 ad oggi. Pensate: vince Riva, davanti a Baggio e Rivera. Al quarto posto Buffon, che anticipa Zoff, quinto. Nei cinquanta sono stati inseriti anche Roberto Boninsegna (21°), Enrico Albertosi (32°), Gianfranco Zola (39°) e Angelo Domenghini (42°).

Che dire, l'indimenticabile Gigi "Rombo di Tuono" fa ancora parlare di sé grazie alle sue performance calcistiche. Riva, varesotto nato a Leggiuno, dove ha trascorso la sua infanzia, è poi passato al Legnano e infine al Cagliari in un'epoca in cui andare in Sardegna era come fare un viaggio oltreoceano. Con le sue gesta, la sua umanità, il suo essere uomo, è stato adottato dai sardi e dalla Sardegna, terra straordinaria.

Ancora oggi Riva nell'immaginario sportivo mondiale è un'icona, sia come calciatore che come uomo.  L'uomo Gigi ha ricoperto incarichi importanti nella Nazionale italiana, nei tempi difficili e in momenti gloriosi; mai sopra le righe, mai un'intervista fuori posto. Campione con una grandissima empatia, pur avendo un carattere introverso.

I nuovi campioni del calcio attuale poco romantico devono imparare dall'uomo Gigi Riva, nel gestire l'immagine di campione: curioso, intuitivo, uomo di lago, appassionato di ciclismo e motori, legato al Lago Maggiore e alla spiaggia di Reno, dove abitava il suo padrino e padre adottivo, il famoso Ubaldo, che tenendolo a battesimo in una giornata autunnale molto uggiosa, si emozionò davanti mamma Edis e papà Ugo dicendo «questo è il mio primo battesimo da padrino».

Pochi, proprio per il suo carattere schivo, sanno che Gigi ha dato molto al Varesotto e alla sua Leggiuno, pur se poco ricambiato. «Non si dà per ricevere, le cose si fanno con il cuore» mi ha detto in un nostro incontro proprio sulla spiaggia di Reno per preparare uno spettacolo, scritto, diretto e interpretato da Francesco Pellicini, che ebbe successo in vari teatri come al Nazionale di Milano. La regione con Roberto Maroni presidente, su proposta dell'allora assessore Luca Marsico conferì a Riva il premio Rosa Camuna: poi, nulla. 

Sinceramente ho proposto al Comune nativo di dare un riconoscimento a colui che ha fatto conoscere Leggiuno nel mondo, ma la risposta è stata stata vaga. Pensate che durante la manifestazione delle Lucine tantissimi visitatori volevano vedere la casa del bomber. E ancora oggi molti suoi tifosi vanno al cimitero a trovare mamma Edis, papà Ugo e la sorellina Candida, morta purtroppo in tenera età.

Abbiamo dunque, in una terra di campioni sportivi, il Campione, che con le sue gesta sportive e umane ha scritto pagine memorabili della storia sportiva italiana. Forse è giunto il momento che qualche amministrazione, da Legnano a Varese a Laveno, colga l'idea e l'occasione di dare un piccolo segno di riconoscimento a un uomo di lago adottato da una splendida isola italiana. Pensiamoci, sarebbe un bel gesto...

Claudio Ferretti

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