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Territorio | 01 luglio 2019, 19:00

Ancora violenza sugli animali: la gattina Trilly presa a fucilate

E' successo a Cuveglio: la micia ha ferite alla testa dovute a pallini di piombo sparate da un fucile ad aria compressa. L'episodio denunciato dalla Lega del Cane.

Ancora violenza sugli animali: la gattina Trilly presa a fucilate

Varese di nuovo protagonista di episodi che prendono di mira gli animali domestici, per la terza volta nel giro di poche settimane. Dopo il Pincher abbandonato in sacco al Campo dei Fiori e il Pastore Tedesco barbaramente ucciso e abbandonato avvolto in sacchi di plastica nei boschi di Induno, questa volta la vittima della cattivera dell’uomo è una gattina di Cuveglio, colpita alla testa da pallini di piombo sparati con un’arma ad aria compressa.

Trilly è una bellissima gattina europea, di poco più di un anno di età, di proprietà di una signora che gestisce un negozio di fiori. Una ventina di giorni fa, la micia è sparita e al suo ritorno era piena di ferite in testa. Il referto del veterinario non ha lasciato dubbi: Trilly è stata vittima di qualcuno che si era “divertito” a spararle dei pallini di piombo con un fucile ad aria compressa, ferendola gravemente agli occhi.

«Ancora una volta ci troviamo di fronte a un caso incredibile che mostra tutta la malvagità di cui può essere capace l’uomo – commenta Piera Rosati, presidente della Lega Nazionale del Cane Animal Protection – È davvero impossibile, per una persona normale, capire come si possa arrivare a tanto e prendersela in questo modo con una gattina che sicuramente non poteva dare fastidio a nessuno. L’unico motivo può essere un sadismo e una perversione che non possono restare impunite».

Sull’episodio stanno già indagando i carabinieri, su denuncia della proprietaria, «e ovviamente anche noi sporgeremo denuncia contro ignoti. Purtroppo non sarà facile risalire all’autore di questo orrendo atto di crudeltà perché le armi ad aria compressa non sono soggette a registrazione, e questa è un’altra grave mancanza della legislazione italiana. Si tratta di armi a tutti gli effetti, pericolose come tutte le altre e dovrebbero essere in qualche modo regolamentate – continua Rosati – Il paese in cui si è verificata questa barbarie è piccolo e mi auguro che qualcuno abbia il coraggio di farsi avanti e dare agli inquirenti ogni informazione utile per individuare e punire il responsabile delle sofferenze della povera Trilly».

Valentina Fumagalli

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