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Varese | 28 giugno 2019, 16:50

UN NEGOZIO, UNA STORIA. Francesco ricorda mamma Tina: «Da noi il motto è sempre stato "mai lamentass”»

Nell'ottobre del '68 avevano iniziato assieme e adesso si sono riuniti: Tina ha raggiunto il suo Angelo Montonati, scomparso nel 2003, con cui aveva aperto la leggendaria "Privativa 49", l'edicola-tabaccheria di viale Borri portata avanti dal figlio Francesco. «Mai sentiti dire una solo volta in vista loro: ah, se avessimo avuto...»

UN NEGOZIO, UNA STORIA. Francesco ricorda mamma Tina: «Da noi il motto è sempre stato "mai lamentass”»

Nell'ottobre del '68 avevano iniziato assieme e adesso si sono riuniti, uniti per sempre: Tina ha raggiunto il suo Angelo Montonati, scomparso nel 2003, con cui aveva aperto la leggendaria "Privativa 49", l'edicola-tabaccheria di viale Borri trasformatasi poi nei decenni nell'attuale "Vizi & Caffè" gestito dal figlio Francesco, stessa tempra, stessa professionalità, stessa passione.

«È passato mezzo secolo - dice Francesco Montonati - sono cresciuto insieme a loro e insieme a questo posto. Mi sembra che il tempo non sia mai passato perché per me vale sempre il motto di mio padre: "Mai lamentass”. La prima immagine che ho di mia mamma? Lei al lavoro qui in negozio, 7 giorni su 7, a spolverare e accogliere clienti tenendo fede al motto di papà: una cosa d'altri tempi».

Per ogni varesino che è cresciuto tra San Carlo, Bustecche, Bizzozero e viale Borri, o che è entrato almeno una volta dal "Montonati", quella "cosa d'altri tempi" non è mai passata perché lo spirito di cinquant'anni fa qui si respira anche oggi, tutti i giorni. E anche se non capiterà più di vederli attraversare la strada (abitavano dall'altra parte del viale, proprio di fronte alla loro Privativa 49) per arrivare in negozio, sembra ancora di essere qui ad aspettarli con la loro familiarità, la schiettezza e la dedizione tanto immediata quanto forte: scale, strisce pedonali, saracinesca di una volta e via dietro il bancone («Ci misero una vita prima di decidere di andare qualche giorno in vacanza al mare, a Spotorno, ma durò poco...»), una montagna di lavoro affrontata con quello spirito racchiuso in un'altra epica frase del sciur Angelo.

«Quando gli chiedevano "Come la va?" - racconta Francesco - lui rispondeva "Ho fin vergogna". Come dire: va troppo bene.
E in quel bene di papà c'era tutto, anzi c'era l'umiltà di non volere più di quello che aveva. Non l'ho mai sentito dire una volta in vista sua: ah, se avessi avuto... È stato un buddista senza saperlo, fino alla fine, e infatti a 80 anni ha iniziato a staccarsi lentamente da tutto».

Tina se n'è andata a 88 anni, proprio come il suo Angelo. Sabato mattina alla chiesa di San Carlo alle 9.30 i figli Francesco e Roberto la saluteranno per l'ultima volta insieme ai tantissimi varesini che per mezzo secolo hanno sempre visto in questa famiglia un pezzetto della "loro" famiglia.

Andrea Confalonieri

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